INTRODUZIONE
Il presente progetto cerca di rispondere al bisogno " sportivo " cioè aggregativo - motorio - competitivo di quei giovani che, per una somma di fattori non riconoscendosi negli schemi suddetti, di fatto non partecipano e non parteciperanno ad alcuna pratica sportiva tradizionalmente intesa.
Attraverso una serie di strategie mirate ad accogliere gli specifici bisogni di tale fascia della popolazione giovanile, questo progetto ritiene di poter svolgere una forte azione educativa e socializzante che può estendersi anche a gruppi con rischio di devianza.
IL PROGETTO
" Lo sport non è un gioco, lo sport è una pratica istituzionale in cui è insito un processo competitivo che richiede forza e abilità fisica all'interno di un contesto di regole, costruite precedentemente da altri, a cui ogni soggetto che si voglia cimentare deve adeguarsi " ( Elias ).
Due appaiono gli elementi di riflessione che possono trasformare la pratica sportiva istituzionale in un processo con alti contenuti formativi ed educativi sia sociali che relazionali:
1. Il gioco è lo strumento che l'essere umano utilizza come forma privilegiata per apprendere nei più diversi e disparati contesti proprio perché gli consente, attraverso un'esperienza di drammatizzazione multisensoriale, di imparare gli effetti del suo comportamento rispetto a sé e rispetto agli altri.
2. La discriminazione sessuale, morfologica e attitudinale nell'accesso alla pratica sportiva priva molti soggetti, in particolare le femmine, della possibilità di usufruire di un flessibile strumento di apprendimento relazionale e comportamentale.
OBIETTIVI
1. AUMENTARE NEL GIOVANE LA CAPACITÀ DI CONTROLLARE LE PROPRIE EMOZIONI
2. AUMENTARE NEL GIOVANE LA CAPACITÀ DI COOPERARE
3. AUMENTARE NEL GIOVANE LA CAPACITÀ DI ACCETTARE IL DIVERSO
4. AUMENTARE NEL GIOVANE LA CAPACITÀ DI NEGOZIARE
STRATEGIA
Per raggiungere gli obiettivi suindicati, viene proposto un percorso che si basa su attività di gioco collegate alle normali attività sportive. La modifica delle regole e dell’organizzazione, che informano la struttura di queste gare, è calibrata al fine di favorire i processi di apprendimento.
DESTINATARI
I soggetti coinvolti nel programma sono di due tipi; gli Operatori e gli Utenti.
a. Operatori Sono tutti coloro che operano nell'ambito degli interventi per i giovani siano essi animatori, operatori dei Progetti Giovani, insegnanti di educazione fisica etcc..
b. Utenti Sono bambini, preadolescenti ed adolescenti di entrambi i sessi, e senza vincoli di età che non sono inseriti nei normali circuiti sportivi ufficiali. Fanno parte di questa fascia di popolazione tutti coloro che, per potenzialità fisiche o per esperienze precedenti o ancora per scelte personali, non accederanno mai ad attività sportive agonistiche ufficiali ma che desiderano socializzare e misurarsi con gli altri e con se stessi attraverso il gioco, la gara e l’attività motoria.
STRUTTURA OPERATIVA
Procediamo pertanto a presentare, una traccia di classificazione del tipo di interventi che vengono svolti:
Organizzazione: Con tale tipologia si intendono tutti quegli incontri fatti per definire i contenuti organizzativi necessari a garantire il corretto funzionamento delle iniziative.
Tornei: Con questa tipologia vengono indicati gli incontri finalizzati a svolgere l’attività motoria secondo le indicazioni previste dal programma di lavoro. Ogni torneo prevede un impegno giornaliero di circa 5 ore ciascuno con un coinvolgimento di circa 80 ragazzi oltre ai rispettivi docenti.
Supervisione: Questa attività viene gestita da uno psicologo e da un operatore sportivo. Essa prevede l’analisi e la discussione, con il gruppo dei docenti di Educazione Fisica e/o operatori, delle situazioni problematiche che si sono verificate durante lo svolgimento delle attività motorie.
Coordinamento: Questa attività raccoglie gli incontri periodici, generalmente mensili, svolti per sviluppare una programmazione e per monitorare le attività svolte.
Autogestione: Questa attività raccoglie gli incontri periodici. Rappresenta il momento in cui operatori con un certo grado di esperienza cominciano a gestire in forma autonoma il progetto.
FORMAZIONE E SUPERVISIONE
L'attività di formazione e supervisione ha come scopo:
A. di consentire la conoscenza delle basi teoriche del progetto,
B. di affrontare una analisi guidata delle diverse situazioni di gioco che vengono realizzate con i ragazzi
C. di affrontare e risolvere sia i problemi di gestione dei gruppi, che quelli tecnici che, infine, quelli di singoli allievi particolarmente problematici.
Per quanto riguarda i contenuti teorici i temi affrontati sono i seguenti:
1. quelli relativi ai pregiudizi e alle definizioni del concetto di gioco,
2. quelli riguardanti i processi di apprendimento attraverso l'esercizio del gioco, le regole e la contrattazione come processo autoeducante,
3. l'importanza e la funzione del gruppo dei pari.
Vengono affrontati i contenuti connessi alla Teoria della Comunicazione con particolare riguardo agli aspetti della comunicazione non verbale. Sono inoltre considerati tutti i problemi gestionali e relazionali che i ragazzi presentavano durante i tornei, sia di natura relazionale che di natura tecnica.
La formazione si propone infine di approfondire le diverse figure presenti nel gioco nella loro specificità all’interno del progetto:
1. Responsabile di campo,
2. Arbitro,
3. Allenatore
4. Capitano di squadra.
Si conclude con il problema dell'integrazione presentando le soluzioni che il progetto riesce a proporre. Si sottolinea come ogni classe presente al suo interno dei ragazzi problematici, o per una modalità comportamentale di difficile gestione o perché portatori di handicap o infine perché stranieri con un generale difficoltà di integrazione.
VALUTAZIONE
Il progetto è stato valutato ed è possibile ottenere, su richiesta, copia dei rapporti di ricerca della valutazione.